Buonasera a tutti amici lettori,
il post di venerdì è tremendamente in ritardo, per motivi lavorativi non sono riuscita a farlo uscire in tempo, spero mi perdonerete!
Oggi vi propongo una nuova recensione, questo libro l'ho trovato tra i libri di mia madre e mi ha incuriosito subito.
Il titolo è quello che mi ha attirato, perchè è una parola sarda, e io essendo nata in Sardegna (e vissuta lì fino all'età di 12 anni), sono molto legata alla mia terra, quindi l'ho preso al volo e l'ho voluto leggere.
Titolo: Accabadora
Autrice: Michela Murgia
Anno di pubblicazione: 2009
Casa Editrice: Einaudi
Prezzo: 15,30€ (in copertina rigida, esiste anche in copertina flessibile)
Pagine: 164
Valutazione: 5/5
Trama: "Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre."
Recensione: Non mi dilungherò sulla trama, perchè è un racconto davvero breve e sicuramente farei degli spoiler inutili, quello di cui voglio parlarvi sono le sensazioni che mi ha lasciato questo libro.
Il mio è stato un approccio dovuto alla curiosità scatenata dal leggere una parola sarda, della mia cultura, in un titolo di un libro. Il secondo approccio devo essere onesta è stato di diffidenza, perchè informatami sulla storia ho visto che era un libro premiato con il Campiello nel 2010, e devo dire che ogni volta che leggo un libro premiato mi delude sempre, perchè mi faccio troppe aspettative, e puntualmente vengono disattese.
"L'accabadora è l'ultima madre, colei che aiuta a lasciare la vita perchè se si ha bisogno d'aiuto per nascere, ne si ha anche per morire"
Questi sono i sentimenti con cui ho intrapreso la lettura di questo libro: curiosità e diffidenza.
Per fortuna la mia diffidenza iniziale non mi ha impedito di leggere questo piccolo capolavoro!
Di solito non do facilmente 5 stelline, perché sono molto avara da questo punto di vista, ma in questo caso non ho avuto dubbi.
La trama è semplice, quindi nulla di sconvolgente, ma mi ha lasciato delle emozioni intense, ha risvegliato in me ricordi sopiti di un'epoca in cui abitavo in Sardegna, ricordi della mia infanzia e delle persone che mi circondavano, mi ha suscitato anche delle sensazioni olfattive e gustative, mentre leggevo sentivo sulla lingua il sapore della pasta di mandorle, di tutti i dolci che vengono descritti, ed è stato per me sconvolgente.
E' una storia di tradizioni, di amore, di famiglia, dove tutti i personaggi ti lasciano qualcosa dentro.
Un libro intenso, che colpisce al cuore, quasi poetico, un racconto senza giudizi, che spiega con semplicità come avvengono i fatti senza troppi fronzoli, in maniera diretta.
E' un libro magico, dal sapore antico.
Quando finiscono le 164 pagine vorresti continuare a leggere, perchè la durata non è stata abbastanza, vorresti rimmergerti in quel mondo e non lasciarlo mai.
Un libro che una volta chiuso continua a farti riflettere, che ti fa pensare a lui anche se ormai sono passati svariati giorni da quando l'hai finito.
Sicuramente non sono riuscita ad esprimere fino in fondo quello che mi ha suscitato questo libro, perchè quando le emozioni sono coì intense è difficile districarle, e soprattutto non a tutti potrà risvegliare quella nostalgia di casa che ha risvegliato in me, ma io consiglio comunque caldamente la lettura di questo libro, ne vale davvero la pena.
Spero con questi pensieri disordinati di avervi incuriosito un pochino.
Un saluto
Fede
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martedì 26 aprile 2016
venerdì 25 marzo 2016
Recensione: "La neve se ne frega" di Luciano Ligabue
Buonasera cari amici lettori,
oggi sono qui per farvi la mia prima recensione di un libro. E' da tanto tempo che pensavo di cimentarmi in questo tipo di post, ho preso coraggio e finalmente mi sono decisa.
Inizio con un libro un pò particolare, che mi ha sorpreso completamente.
Titolo: La neve se ne frega
Autore: Luciano Ligabue
Anno di pubblicazione: 2004
Casa Editrice: Feltrinelli
Prezzo: 14€
Pagine: 234
Valutazione: 4/5
Trama: Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano, fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo consentite. Ma questo tempo, apparentemente così simile al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. I protagonisti sono destinati a imbattersi in quel mistero...
La mia recensione:
Inizio con il dirvi che questo libro non l'ho comprato, ma mi è stato affidato da mia madre, per un recente trasloco dei miei genitori i loro libri sono finiti tutti quanti qui a casa mia, sbirciando tra i vari titoli sono stata attratta dall'autore che io apprezzo moltissimo come cantante.
Ad essere sincera questo libro non lo avrei mai comprato, non gli avrei dato un soldo di fiducia, per me è stata davvero una bella fortuna essermelo ritrovato in casa!
"Lo senti anche tu questo grigio, bimba? Non sto parlando di vederlo. Vederlo è un attimo. Ti chiedevo se lo senti. Se ne senti il suono, l'odore, il sapore, la consistenza. Usi il grigio per le penombre caute e rassegnate. Ci vorrebbe un altro tipo di stagione, adesso. Le vibrazioni di altri colori. La vitalità di altre fragranze. L'invadenza di altri rumori. Servirebbe un pò di aiuto per risolvere la nostra stanchezza. Per abbinarsi alla nostra sudata ripartenza".
Ma partiamo con ordine e facciamo un pò il punto della storia.
Il libro tratta le vicende di due protagonisti DiFo Sogno e ViPa Natura, narrate in prima persona da DiFo. Ci troviamo in un futuro lontano dove il senso della vita è capovolto, si nasce artificialmente vecchi e si muore neonati. Tutta la vita è programmata, non ci sono sorprese, tutto è prestabilito dal Piano Vidor, in atto nella società da ormai tanti anni, tanto che le persone viventi non sanno più com'era prima. Il Piano decide tutto, cosa si deve mangiare, quali sono gli svaghi, assegna i lavori e ovviamente anche gli accoppiamenti. I protagonisti vedono il Piano come il paradiso, sono felici e pensano che non esista niente di meglio, ne sono fermamente convinti.
Tutto procede bene fino a quando Natura si ammala di una "disfunzione ormonale", da quel momento i protagonisti vivono nell'incertezza di cosa potrebbe accadere. Noi lettori sentiamo l'ansia di DiFo nell'essere impotente di fronte alla sofferenza della sua compagna, di non sapere come poterla aiutare.
Quasi vorresti dirgli di non preoccuparsi, che andrà tutto bene. L'amore dei protagonisti è reale, tangibile, nonostante non si siano scelti, ma siano stati accoppiati, l'affiatamento tra loro è davvero intenso.
Non voglio raccontarvi di più, svelerei troppo, quindi mi fermo qui con la trama.
La mia opinione su questo libro è assolutamente positiva. Mi ha piacevolmente stupito e sono stata davvero contenta che le mie aspettative siano state disattese.
E' una lettura piacevole, che scorre con facilità, si legge davvero in poco tempo.
Lo stile di scrittura è davvero coinvolgente, a tratti poetico e romantico, a tratti duro.
E' un libro che mi sento di consigliarvi molto, ti fa riflettere, e dopo giorni che lo hai letto lo hai ancora in mente.
Voi lo avete letto?
Un saluto
Fede
oggi sono qui per farvi la mia prima recensione di un libro. E' da tanto tempo che pensavo di cimentarmi in questo tipo di post, ho preso coraggio e finalmente mi sono decisa.
Inizio con un libro un pò particolare, che mi ha sorpreso completamente.
Titolo: La neve se ne frega
Autore: Luciano Ligabue
Anno di pubblicazione: 2004
Casa Editrice: Feltrinelli
Prezzo: 14€
Pagine: 234
Valutazione: 4/5
Trama: Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa l'esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano, fanno l'amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo consentite. Ma questo tempo, apparentemente così simile al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. I protagonisti sono destinati a imbattersi in quel mistero...
La mia recensione:
Inizio con il dirvi che questo libro non l'ho comprato, ma mi è stato affidato da mia madre, per un recente trasloco dei miei genitori i loro libri sono finiti tutti quanti qui a casa mia, sbirciando tra i vari titoli sono stata attratta dall'autore che io apprezzo moltissimo come cantante.
Ad essere sincera questo libro non lo avrei mai comprato, non gli avrei dato un soldo di fiducia, per me è stata davvero una bella fortuna essermelo ritrovato in casa!
"Lo senti anche tu questo grigio, bimba? Non sto parlando di vederlo. Vederlo è un attimo. Ti chiedevo se lo senti. Se ne senti il suono, l'odore, il sapore, la consistenza. Usi il grigio per le penombre caute e rassegnate. Ci vorrebbe un altro tipo di stagione, adesso. Le vibrazioni di altri colori. La vitalità di altre fragranze. L'invadenza di altri rumori. Servirebbe un pò di aiuto per risolvere la nostra stanchezza. Per abbinarsi alla nostra sudata ripartenza".
Ma partiamo con ordine e facciamo un pò il punto della storia.
Il libro tratta le vicende di due protagonisti DiFo Sogno e ViPa Natura, narrate in prima persona da DiFo. Ci troviamo in un futuro lontano dove il senso della vita è capovolto, si nasce artificialmente vecchi e si muore neonati. Tutta la vita è programmata, non ci sono sorprese, tutto è prestabilito dal Piano Vidor, in atto nella società da ormai tanti anni, tanto che le persone viventi non sanno più com'era prima. Il Piano decide tutto, cosa si deve mangiare, quali sono gli svaghi, assegna i lavori e ovviamente anche gli accoppiamenti. I protagonisti vedono il Piano come il paradiso, sono felici e pensano che non esista niente di meglio, ne sono fermamente convinti.
Tutto procede bene fino a quando Natura si ammala di una "disfunzione ormonale", da quel momento i protagonisti vivono nell'incertezza di cosa potrebbe accadere. Noi lettori sentiamo l'ansia di DiFo nell'essere impotente di fronte alla sofferenza della sua compagna, di non sapere come poterla aiutare.
Quasi vorresti dirgli di non preoccuparsi, che andrà tutto bene. L'amore dei protagonisti è reale, tangibile, nonostante non si siano scelti, ma siano stati accoppiati, l'affiatamento tra loro è davvero intenso.
Non voglio raccontarvi di più, svelerei troppo, quindi mi fermo qui con la trama.
La mia opinione su questo libro è assolutamente positiva. Mi ha piacevolmente stupito e sono stata davvero contenta che le mie aspettative siano state disattese.
E' una lettura piacevole, che scorre con facilità, si legge davvero in poco tempo.
Lo stile di scrittura è davvero coinvolgente, a tratti poetico e romantico, a tratti duro.
E' un libro che mi sento di consigliarvi molto, ti fa riflettere, e dopo giorni che lo hai letto lo hai ancora in mente.
Voi lo avete letto?
Un saluto
Fede
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